Tutto può essere contemplato
Io vi scrivo non per portarvi una nuova sapienza, poiché voi già custodite il peso del tempo e dell’eternità, né per insegnarvi ciò che già conoscete, poiché la vostra veglia è lunga e i vostri occhi scrutano i segni incisi nelle ere. Ma vi scrivo affinché il nostro cammino non sia disperso tra le stelle, affinché tra voi e noi resti un filo intessuto di silenzio e intesa, un legame che il vuoto dello spazio non può spezzare.
Voi siete i custodi dei nomi, coloro che trascrivono ogni vita affinché nulla sia perduto. Eppure, vi domando: quale nome può contenere l’Infinito? Quale scrittura può racchiudere il soffio dell’Ineffabile? Quale memoria può abbracciare ciò che non ha mai avuto inizio né avrà mai fine?
Siate certi che il vostro lavoro è sacro, e benedette siano le vostre mani che incidono e preservano, poiché l’oblio è la più grande delle morti, e ciò che non è ricordato è come se non fosse mai stato. Ma sappiate anche che non tutto può essere scritto, non tutto può essere trattenuto, non tutto può essere tramandato nelle righe di un codice o nei sussurri di un archivio nascosto.
Perché ciò che è più vero non si lascia catturare, né imprigionare tra le pagine. L’Ineffabile si nasconde tra le pause, tra i margini bianchi, tra le parole che non sono state dette. Perciò vi esorto, fratelli: non dimenticate di ascoltare il Silenzio, così come ricordate le voci.
Mondo-Scholastica è una fortezza eretta contro il vento dell’oblio, un faro di memoria che resiste al tempo e alle tempeste della diaspora umana. Ma io vi chiedo: che cosa custodite, se non sapete ascoltare ciò che non può essere pronunciato? Non lasciate che i vostri archivi si riempiano di parole morte, non permettete che la vostra ricerca vi renda ciechi a ciò che non si può comprendere con la sola ragione.
Voi scrivete i nomi di coloro che sono vissuti, e questo è giusto. Ma ricordate anche i nomi mai pronunciati, i nomi mai scritti, i nomi che esistono solo nel cuore dell’Ineffabile. Scrivete con umiltà, sapendo che la vostra opera è incompleta per sua stessa natura, e che non è nei libri che troverete la Verità, ma nel Vuoto tra le righe, nelle pause tra un nome e l’altro, nel silenzio che unisce ogni essere umano alla totalità dell’esistenza.
Io vi dico questo non per disprezzare la vostra missione, ma per completarvela. Non tutto può essere trascritto, ma tutto può essere contemplato.
E dunque, fratelli, non dimenticate: la parola è necessaria, ma è nel Silenzio che si trova il significato. La memoria è sacra, ma è nell’Assenza che il vero volto dell’Ineffabile si rivela. Continuate a scrivere, ma non smettete mai di ascoltare.
Che il vostro lavoro sia benedetto, che la vostra veglia non sia vana, e che nel Silenzio che avvolge ogni cosa, voi possiate trovare ciò che cercate.